Il 4 Giugno 2026 si è tenuto l’incontro “Nuovi raccolti: previsioni e aspettative dal mondo” presso l’Associazione Granaria di Torino
Il Mondo affronta la stagione 2026/27 con giacenze di riporto dalla campagna di commercializzazione 2025/26 tali da mantenere l’offerta di grano, corn e soia in sostanziale sicurezza. Ciò non impedirà che nel breve-medio periodo, qualche momento di “weather market” tipico dell’estate possa verificarsi e far scattare un sentimento di “pericolo”.
Nel frattempo la Crisi di Hormuz si fa sentire sui temi del costo della vita e dei fattori di produzione. Sul comparto agricolo una prima verifica si avrà in termini di qualità che effettivamente si porterà a casa l’Emisfero Nord prima per il grano e poi per il corn. Dopodichè, si dovrà fare i conti nel medio-lungo periodo con le intenzioni di semina di grano nell’Emisfero Nord e con le intenzioni di semina di corn e soia nell’Emisfero Sud.
Per il grano
I Paesi del Mediterraneo Grandi Importatori del Nord Africa, l’Egitto e la Turchia si preparano a finalizzare produzioni in forte ripresa dopo anni di siccità, il che ipoteca i livelli di domanda almeno nei primi mesi della nuova campagna. La concorrenza della Russia e dell’Ucraina nei confronti dell’origine Europa Occidentale continuerà.
Per il corn
gli stock USA si mantengono elevati nonostante il buon ritmo dell’utilizzo interno e delle esportazioni. Quest’ultime sono destinate a confrontarsi nel breve-medio periodo con il Brasile che dovrebbe mantenere le promesse di output e, soprattutto, con l’Argentina che sembra che registrerà un raccolto record. La EU si mostra sempre più dipendente dalle importazioni mentre i quantitativi dall’Ucraina potrebbero continuare a diminuire in assenza di nuovi accordi commerciali con la EU.
Per i semi di soia
le aree in USA sono stimate in aumento e la Cina non conferma attraverso acquisti effettivi la famosa promessa (di Ottobre 2025) di comperare 25 MMT di semi di soia nel trimestre 2026-2028. Ciò rappresenta la sostanziale debolezza del comparto a fronte di un sostegno che resta sullo sfondo attraverso l’olio di soia in derivazione della grave tensione sul petrolio e il gas naturale a causa del conflitto nel Golfo Persico.
Con riferimento all’incontro Trump-Xi Jinping di metà Maggio, la promessa di acquistare l’equivalente di 17 miliardi di dollari di beni agricoli USA non si è ancora concretizzata. Da notare però che gli stock cinesi di grano e corn sono “scarsi” rispetto alla loro più recente media storica, il che rappresenta “una speranza” per i cereali USA e non solo.




